Roberto Testini nasce nel 1962 a Milano, imbraccia la sua prima chitarra, regalata dal padre, a 15 anni e già alla fine degli anni 70 si occupa professionalmente di musica. Approfondisce gli studi di chitarra con il maestro Ivo Meletti e consegue l'attestato di direttore d'orchestra jazz con il maestro Filippo Daccò.

Chitarrista e cantante, ha sempre seguito le sue grandi passioni musicali, il blues e il rock latino.

Ha girato in lungo e in largo, prima l'Italia e poi l'Europa, all'inizio come side-man e, in seguito, come interprete della propria musica.

Verso la metà degli anni 80 hanno inizio le sue collaborazioni con artisti americani, in tour e in studio di registrazione: Luther Allison, Oliver Sain, Walter Liniger, Teddy Riley, Willie Littlefield, Jimmy Witherspoon, Barbara Carr, Buddy Miles, Walter Wolfman Washington, Janice Harrington, Lillian Bouttè, Earl Conway, Ronnie Jones, Arthur Miles, Nathaniel Peterson. Significative le collaborazioni con artisti italiani: Fabio Treves, Aida Cooper, Paolo Rossi, Vince Tempera. Altrettanto prestigiose le jam session con: Jeff Healy, Slash, Alex Britti, Carlos Santana, Sister Sledge, Romano Mussolini, Bernardo Lanzetti …

Conduttore della prima trasmissione televisiva italiana interamente dedicata al blues "NON BLUES ULTRA", ideata e prodotta in collaborazione con il regista Dario Barezzi.

Attore in una sit-com, prodotta dalla Merlino Produzioni, per lo spot pubblicitario della compagnia assicurativa MAECI.

Ha partecipato alla realizzazione del musical "DANCE TRAIN", diretto dal maestro Vince Tempera e ha realizzato e prodotto lo spettacolo musicale "LAST CALL".

Autore di jingle pubblicitari, musiche per il teatro e colonne sonore tra cui quella realizzata in collaborazione con Enrico Ferraresi per il film/documentario "l'uomo sulla luna", prodotto da Mondadori.


"Un ringraziamento particolare va ai musicisti che da anni collaborano con me, con i quali ho passato indimenticabili momenti professionali e di vita"


"Un ringraziamento all'amica Pinella ispiratrice del nome ROO (da leggere all'italiana con due O e non all'americana RUU) che porto con orgoglio e segno di distinzione" .